GIOVANNI VIGNALI (1908-1963) “Bellini”

Vice Comandante regionale del C.V.L. - Comitato Volontari del Nord Emilia

Nato a Felino (PR) il 17 settembre 1908 da Romualdo e Maria Guerra, residenti nella frazione di San Michele di Tiorre, viene registrato con atto19/2019 anche con i nomi di Francesco – Pietro.
L'11 settembre 1917 la famiglia si trasferisce da Felino a Parma, dapprima in Borgo Palmia 29, successivamente in Via XXII Luglio 88 poi 54, infine nel 1936 in Borgo San Giuseppe 30.
Il 27 dicembre 1935 a Parma si sposa con Maria Calasso (28/01/1917 – 23/03/1988) e dalla loro unione nasceranno i figli Mario (classe 1929) e Maurizio (Classe 1930)
Commesso presso l’ufficio legale del senatore Gustavo Ghidini, a contatto con persone preparate riesce a farsi in breve tempo una vasta cultura grazie alla sua intelligenza, tenacia e passione.
È tra i primi ragazzi che nel 1925 aderiscono al neonato Movimento degli Esploratori Cattolici.
Noto per la sua aperta e tenace professione di cattolico, per la sua fedeltà agli ideali cristiani, per la sua indefettibile presenza sulla breccia di tutte le battaglie da combattersi in difesa di quegli ideali, non aveva potuto non urtare contro lo spirito intollerante di un regime che stava facendo dell’Italia un campo di odi, di sopraffazioni e di violenze quotidiane. Proprio negli anni della montante marea fascista, Giovanni Vignali era stato tra i più animosi fondatori e dirigenti dell’A.S.C.I. (Associazione Scautistica Cattolica Italiana) entrando a far parte del primo Riparto Scout costituito presso l’Oratorio “Domenico Maria Villa” dei Padri Stimmatini divenendo uno stretto collaboratore di Padre Giuseppe Bertapelle (1860-1930) e Adolfo Saccenti (1901-1990), fondatori, nel 1924, del Riparto Parma 1 “Cardinal Andrea Ferrari”: ma quando aveva visto quella fiorentissima primavera di giovinezze conculcata e soppressa dalle frenesie totalitarie della dittatura, egli, pur soffrendone, si era rifiutato di accettare il fatto compiuto e, rimanendo fedele alle sue convinzioni e ai suoi entusiasmi aveva continuato sempre a portare, anche dopo lo scioglimento dell’A.S.C.I. nel 1928, il distintivo della Promessa Scout, applicato come sfida morale sulla divisa da Comandante Partigiano, e la cintura dell’Esploratore Cattolico.
Un giorno, durante la lotta partigiana, all’amico Franco Franchini di La Spezia, che gli chiedeva che cosa fossero quegli “aggeggi” di cui egli faceva bella mostra sulla sua casacca di Comandante Partigiano Regionale del Nord Emilia, Giovanni Vignali con il nome di battaglia “Bellini” aveva risposto: “Sono i segni di una lunga attesa. Noi combattiamo perché spunti il giorno in cui i nostri figli potranno avere la libertà di
essere ciò che noi non siamo stati”.
Perseguitato dal regime, più volte aggredito e percosso, allorché il fascismo scatenò sulle organizzazioni giovanili dell’Azione Cattolica e dello Scautismo una spietata campagna di menzogne e di violenze, egli non aveva piegato mai la sua coscienza di cristiano e di cittadino. 
Per questo l’8 settembre 1943, gettatosi senza indugio alcuno nella lotta partigiana, fu animatore e capo delle forze cattoliche della provincia di Parma; appartenente al numero di coloro che, fin dai primi tempi della clandestinità, fondarono la Democrazia Cristiana Parmense, organizzò per mandato della D.C. la resistenza “armata” in Emilia e divenne Vicecomandante Regionale del CVL (Comitato Volontari della Liberazione) del Nord Emilia, con 30.000 uomini circa alle proprie dipendenze. Per tutto il periodo della lotta non conobbe mai sosta né tregua nel suo arduo ed intenso lavoro che lo impegnava – in mezzo a rischi e pericoli quotidiani – a muoversi di continuo da una provincia all’altra, a curare e a rendere sempre più efficiente l’organizzazione delle Brigate Democristiane, a mantenere regolari contatti con i Comandi Operativi di Parma, Piacenza e Reggio Emilia, con i CLN provinciali e i collegamenti con i vari settori della Regione.
Finita la guerra fu nominato Assessore Comunale ai lavori pubblici e commissario dell’ENAL.
Nel 1945 Giovanni Vignali (Lupo Vagabondo) insieme all’amico e compagno nella resistenza Don Ennio Bonati 1905-1950 (Gabbiano) e Rodolfo Vettori (1910-2009) partecipava al Comitato Promotore per la ricostruzione del Movimento Scout a Parma ed era lo stesso Vignali a redigere l’Atto di ricostituzione dell’ASCI Parmense, affiancando don Ennio alla guida del Rip. ASCI Parma 3 “S. Giorgio” per un paio d’anni.
Ma ben presto, pur avendo potuto ottenere, dopo la Liberazione, cariche e privilegi, dovette emigrare in Venezuela per ragioni finanziarie.
Nel 1947 lavorò in un’impresa edile a Caracas e in breve seppe farsi stimare quale caparbio lavoratore. Ai parmigiani che si recavano in quel Paese straniero fu sempre amico portando il conforto della sua parola nelle avversità. Eletto dai parmigiani “Console del Ducato” di Caracas per molto tempo fece parte della Commissione governativa per l’immigrazione, portandovi la sua esperienza e capacità.
Mosso da nostalgia, dopo quindici anni, rientrava a Parma insieme alla moglie Mariuccia ed al figlio Maurizio.
Aprì assieme al fratello Claudio, un negozio di cartoleria-tipografia in XX Marzo.
A Caracas aveva lasciato il figlio Mario già docente di Ingegneria e geologia presso l’Università cittadina, attualmente residente in USA.
Il 28 novembre 1963 a pochi mesi dal suo rientro a Parma, causa un morbo incurabile, terminava la sua strada terrena.
Per ricordare con gratitudine e riconoscenza questo grande “Maestro di vita” il partito della Democrazia Cristiana parmense gli dedicherà la sezione cittadina del “Molinetto” ed il Movimento degli Adulti Scout di Parma gli intitolerà la Comunità di Parma del M.A.S.C.I.

 

   

Attestato e Medaglia di Bronzo al Valor Militare conferito dal Presidente della Repubblica Giuseppe Saragat  

2020 - Pubblicazione  “IL PATRIOTA GIOVANNI VIGNALI”