MONS. ANTONIO MORONI “DON TONINO (Felino (PR) 14/6//1925 - Parma 18/8/2014) Pellicano Sapiente

Già vicerettore del Seminario ed insegnante alle superiori, diventa AE del gruppo Asci PR 5 nel 1954, dopo

aver conosciuto lo scautismo da alcuni allievi. Pronuncia la Promessa Scout il 28/08/1956. È poi AE provinciale a Parma fino al 1969 quando si congeda

dal gruppo e prosegue con l’insegnamento universitario.- Fondamentali i suoi interventi nella formazione degli AE e per l’elaborazione pedagogica del metodo scout. Negli anni ’60 fa parte della Consulta nazionale dell’Asci, delegata a individuare innovazioni e proposte per uno scautismo che cambiava con i tempi .

Mons. Moroni era per tutti “don Tonino”, vicerettore del Seminario Maggiore e docente di Religione alle Scuole Magistrali: conosce lo scautismo nel 1954 grazie alla richiesta di due suoi allievi, Maurizio Goni e Gianfranco Andreoli. Inizia la sua avventura scout nell’Asci come Assistente ecclesiastico nell’unico reparto esistente in città, il Parma 5 “Max Casaburi” guidato da Nino Vio. Intuite le grandi potenzialità del metodo, promuove lo sviluppo dello scautismo a Parma, organizza il noviziato Rover biennale con Maurizio Goni, “anima” il rinato “Clan delle Vette” e ricopre il servizio di Assistente provinciale fino al 1969 quando esce dallo scautismo attivo, pur mantenendo sempre i rapporti  con il Movimento, e prosegue l’attività universitaria. In un articolo pubblicato su una rivista scout scrive di sè: “Durante il periodo in cui insegnavo religione all’istituto magistrale di Parma due miei studenti un giorno mi dissero: - Professore, venga a fare un po’ di catechismo a noi, abbandonati… I parroci di allora, fortemente motivati dal Vescovo Colli verso l’Azione Cattolica, apparivano alquanto diffidenti verso lo scautismo, non conoscendone gli obiettivi e i metodi e sapendo, inoltre … che era stato fondato da un protestante. Accolsi l’invito e … capii che il metodo educativo dello scautismo rispondeva bene ad una educazione di ragazzi e di giovani al contempo cittadini e cristiani leali e impegnati: ci si poteva lavorare perché i fondamenti erano davvero buoni. Presto ho percepito che per rispondere alle domande dei ragazzi, dei giovani, dei capi avrei dovuto approfondirne il metodo e soprattutto capirne l’identità profonda. Cercai così di frequentare campi scuola per Assistenti dove incontrai “Baden”, mons. Andrea Ghetti e, nel 1958, partecipai all’incontro internazionale di Bruxelles dove conobbi capi ed assistenti scout francesi e belgi di valore. … Così compresi che se lo scautismo fosse rimasto isolato dai bisogni della società civile in una città percorsa da una crisi incipiente, si sarebbe presto esaurito come altre associazioni. ...Bisognava dar vita ad uno scautismo che avesse un mordente, dal punto di vista sia civile che cristiano: doveva divenire una realtà viva per la società, le attività dovevano essere finalizzate al coinvolgimento della città e della società civile. ... Era importante che lo scautismo instaurasse un solido e concreto rapporto oltre che con la società civile anche con la Chiesa di Parma. Era fondamentale formare nuovi assistenti, spiegare ai sacerdoti come, attraverso il metodo scout, si potesse proporre la figura di Cristo “modello e amico”. Era necessario avviare una formazione ad un’identità personale consapevole di sé e responsabile del proprio compito storico verso la realtà sociale e religiosa. Per questo “obiettivo di servizio” era essenziale la presenza di due realtà educative, di un capo laico e di un assistente: due teste, come si diceva allora, sotto un solo cappello. … Ci si è presto accorti che l’anello debole, il momento di crisi entro il Movimento era il passaggio dalla fase Esploratori a quella di Noviziato… In stretto rapporto con Maurizio Goni si avviò la sperimentazione del Noviziato biennale. Furono esperienze di attività di servizio vivaci e stimolanti: le giornate dello spirito sull’uomo vero, il catechismo, “Fede, incontro personale con Dio”, il campo di Pasqua. Quest’ultima attività era nata dalle riflessioni del Noviziato e del Clan“. In campo nazionale fa parte della Consulta centrale dell’Asci che ha lo scopo di individuare innovazioni e stendere proposte e programmi per uno scautismo che stava cambiando. Nel 1968, pur con convinzione critica, si schiera a fianco dei suoi studenti universitari nell’occupazione dell’Università, ma questa sua posizione crea critiche e malumori soprattutto tra i genitori e quindi matura la decisione di uscire senza polemiche dall’Associazione per non essere causa di lacerazioni e divisioni: la sofferenza di lasciare il servizio attivo è stata vissuta poi come una sofferenza mai sopita.Anche l’Asci viene poi pienamente coinvolta nella contestazione del ’68 vivendo così un periodo di forti contrapposizioni e lacerazioni: don Tonino, schierato tra coloro che sostenevano le istanze della contestazione, era dell’idea che lo scautismo avrebbe dovuto entrare nella dialettica giovanile, farsi testimone della bellezza di un’avventura sociale culturale e di fede e “divenire” futuro. Queste posizioni, allora considerate “troppo radicali”, non trovarono larga condivisione e le conseguenti prospettive di azione urono recepite. Molte delle sue preoccupazioni e sollecitazioni sono state nel tempo, attraverso nuove formulazioni, raccolte da uno scautismo cattolico che è riuscito a superare quei difficili e faticosissimi anni. 

l’Università agli Studi di Parma gli ha dedicato una Strada ed una struttura all’interno del Campus Universitario. Autore di diverse pubblicazioni scientifiche e sullo Scautismo A lui è stata intitolata una Fondazione che ha sede a Felino

Lago Santo Parmense edicola scout  “Cristo delle Nevi”

 targa in memoria di don Moroni 29 agosto 2015

 

 

Università agli Studi di Parma  - Campus universitario cascina podere Ambolana  pietra in memoria 30 ottobre 2023

 

 

Pubblicazione  “!L’Avventura degli uomini liberi”   1964

Attestato di Civica Benemerenza del Comune di Parma 1990 

1966 - Nomina ad Assistente Ecclesiastico Provinciale di Parma dall’Assistente  Ecclesiastico  Centrale Mons. Ettore Cunial

1968 - Nomina a  Consigliere  Generale  dell’ASCI    del Capo Scout d’Italia  Sandro Salustri

1964 - Pubblicazione  “L’AVVENTURA DEGLI UOMINI LIBERI”

1961 - Pubblicazione  “2FEDE - incontro personale con Dio”

1962 - Pubblicazione FISIONOMIA DI UN UOMO VERO

2025 - Eremo di Bismantova  (RE) intitolazione dell’Auditorium