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MONS. SILVIO CESARE BONICELLI (Bergamo 31/3/1932 -
Bergamo 6/3/2009) Bisonte Mansueto
Quarto di cinque figli
entra negli scout nel settembre del 45' e pronuncia la promessa il 8
dicembre 1945, il giorno stesso dell'inaugurazione del Gruppo Bergamo 3°
ASCI che aveva sede presso l'oratorio della parrocchia di S. Anna in
Borgo Palazzo; negli scout entrano anche i suoi fratelli: Annibale e
Luigi nel Bergamo
3° ASCI, e Angiola Maria e Lucia ( Lucietta) nel Bergamo 1° AGI. Il
Bergamo 3°, come per altri
Gruppi cittadini, ha vita breve ed è costretto a fondersi con il Bg°4
e 6°prendendo il numero ed il colore del fazzolettone del 6° e
spostando la sede presso il santuario della Madonna della Neve. Il suo
Capo Riparto è Armando Baldis e l'assistente del Gruppo è don Siro
Picciali. E' in questo Gruppo che cresce come scout diventandone presto
capo; il suo totem è “Bisonte mansueto”. Dal 1952 al 1955 è capo
reparto del Bergamo 6°
Legnano e dal 55'al 56' è Maestro nel noviziato cittadino del Clan la
Brasca. Entra a far parte della pattuglia natura “Picchio Verde”
istituita da Padre Bassan (domenicano) per focalizzare l'attenzione
sulle attività natura. Intanto
Cesare frequenta il liceo Classico, quindi si laurea in giurisprudenza
all'università Cattolica di Milano, lavorando poi per un anno in uno
studio notarile di Bergamo. Nel 57' viene chiamato a compiere il
servizio militare come ufficiale di complemento negli alpini a Merano,
dove incontra e frequenta gli scout locali. E' durante l'esperienza del
servizio militare che matura la vocazione al servizio sacerdotale. Nel
1958 entra in seminario, ma continua a dare una mano nel Gruppo, in
reparto o in noviziato.Il 16/06/62, a trent'anni, viene ordinato
sacerdote; come servizio il Vescovo Gaddi lo trattiene in curia come
Cancelliere. Nel 1965 diventa Assistente Ecclesiastico Provinciale dell'
ASCI di Bergamo fino al 1973 quando l'ASCI e l'AGI si fondono dando vita
all'AGESCI.Dal 1974 al 1979 è nominato Assistente della zona Bergamo
AGESCI.Dal 1975 al 1979 è nominato Assistente Ecclesiastico della
Formazione Capi nazionale dell' AGESCI dalla Conferenza Episcopale
Italiana. In questo periodo contribuisce alla stesura del progetto
unitario di catechesi ( PUC) .Nel 1978 viene assegnato alla parrocchia
di Santa Lucia in Bergamo come parroco e si prodiga per fondare il
Gruppo AGESCI Bergamo 4°. Dal 1990 al 2002 è Assistente Ecclesiastico
del campo scuola di secondo tempo R/S a Colico (LC): Capi Campo
Giancarlo Lombardi e Cristina Loglio. In questo periodo nasce la sua
collaborazione nella redazione della rivista R-S ServireIl 19 ottobre
del 1991, nominato vescovo di San Severo di Puglia da Papa Giovanni
Paolo 2°, viene consacrato dall' arcivescovo Andrea Mariano Magrassi.Il
13 dicembre 1996, sempre papa Giovanni Paolo 2° lo nomina vescovo a
Parma, dove rimane fino al 2008. Partecipando nei limiti delle sue
possibilità agli eventi più significativi
della Zona AGESCI di Parma Il 27 settembre 2007 a Lourdes
pronuncia la promessa dei Foulard Bianchi “
Tutta la sua passione per lo scoutismo può essere riassunta nelle
seguenti espressioni dell’omelia del 4 giugno 2007, in occasione della
celebrazione per il centenario dello scoutismo: «Il segno della nostra
adesione è stata ed è la Promessa: tutti quelli che hanno dato la
Promessa ricordano quel giorno. In tutto il mondo comincia con le
parole: “Con l’aiuto di Dio prometto sul mio onore di fare del mio
meglio…”. […]La Promessa ha sempre messo al centro dell’educare
il “perché” si educa: pr la fedeltà a Dio, per aiutare il
prossimo, per osservare la legge scout, e ha sempre educato alla
coerenza tra le parole e la vita. Lo scoutismo è un grande gioco che si
gioca nella vita.L’incontro dello Scoutismo con la fede cattolica è
stato fecondo e provvidenziale; esso è stato una scuola per cristiani
autentici e con una forte spiritualità, e per cittadini leali e
impegnati soprattutto per il bene dei poveri».Nell’omelia in
occasione della festa di san Giorgio, il 23 aprile 2007, don Cesare ha
detto: «San Giorgio per me è un santo caro, e vi racconto un po’ il
perché. Nelle settimane subito dopo la fine della guerra del 1945 io
con un mio fratello più grande sono entrato a far parte di un gruppo di
scout che stava nascendo nell’oratorio della mia parrocchia a Bergamo.
[…]Ricordo la chiacchierata nella quale un mio Capo Riparto mi parlò
di San Giorgio. Io avevo 13 anni. Mi entusiasmò proponendomi che
anch’io dovevo come San Giorgio essere dalla parte del debole per
difenderlo. […] San Giorgio ha preso alla lettera le parole di Gesù e
le ha messe in pratica. Nella sua vita ha sconfitto il suo io superbo e
si diede tutto per i deboli, imitando Gesù, amando, facendo tutto per
amore di Gesù, fino a subire la morte per essere fedele a Gesù.
Che cosa rese possibile a San Giorgio di essere fedele a Cristo?
fu la presenza di Cristo in lui, la presenza del suo Spirito, venutagli
dal battesimo per cui, con San Paolo, poteva dire:”Non sono io che
vivo ma è Cristo che vive in me”. San
Giorgio era un “Cristoforo”, un “portatore di Cristo”, uno che
custodiva costantemente in sé la presenza di Cristo e viveva con lui.
Anche noi, come San Giorgio, cerchiamo di custodire nel nostro cuore la
presenza preziosa di Cristo e di vivere come lui, con delicatezza e
misericordia, con generosità e dono di sé verso gli ultimi e i deboli».”
Muore
il 6 marzo del 2009 nella casa paterna di Bergamo. E' sepolto presso il
cimitero della Villetta a Parma, come aveva espresso nel suo testamento.
(Paola Dal Toso) il Comune di Parma gli ha dedicato il Centro Anziani in piazzale Allende ed stato pubblicato un volume con la biografia "Silvio Cesare Bonicelli il Vescovo della Misericordia" di Luca Molinari 2016
Targa Marmorea Centro Diurno “Mons. Bonicelli” Parma 2019
Targa
Marmorea Seminario Diocesano Parma 2020
MONS. SILVIO CESARE BONICELLI il Vescovo della Misericordia di Luca
Molinari 2016
Libro : “ CESARE BONICELLI” - Scout Prete Vescovo – Testimonianze 2011
Centro Pastorale
Diocesano - dedicazione Auditorium
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