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MONS. ANDREA GHETTI ( Milano 11/3/1912 – Tours 5/8 /1980), Baden Inizia da ragazzo il cammino nello scautismo Lombardo insieme al fratello Vittorio- Attivo nello o scautismo clandestino e alla Resistenza in Lombardia dall'inizio dell'epoca fascista fino a dopo la seconda guerra mondiale. n seguito a un incontro estivo con un reparto di esploratori pistoiesi, nel 1927 entra nel reparto del gruppo scout ASCI Milano 11, iniziando assieme al fratello minore Vittorio una lunga avventura scout che segnerà la loro vita. Dopo aver pronunciato la sua Promessa scout in aprile, il 6 maggio 1928 assiste all'auto-scioglimento dell'ASCI, imposto dal regime fascista. Tuttavia, già domenica 20 maggio ritorna a svolgere attività scout e dall'autunno 1929 farà parte del gruppo clandestino delle Aquile randagie fondato da Giulio Cesare Uccellini fino alla fine della seconda guerra mondiale, aiutando tra l'8 settembre 1943 e il 25 aprile 1945 numerosi ebrei, perseguitati politici e militari alleati a rifugiarsi in Svizzera tramite l'O.S.C.A.R. (Opera Scautistica Cattolica Aiuto Ricercati). Nel 1942 conobbe insieme a Uccellini la zona di Montecchio Sud, vicino a Colico, sul lago di Como, che dopo la guerra sarebbe diventata la prima e principale base scout d'Italia. Nel 1945 fu nominato Assistente Ecclesiastico regionale dell'ASCI Lombarda: in questo ruolo, con l'assenso dell'arcivescovo di Milano, cardinal Alfredo Ildefonso Schuster, promosse la rinascita dello scautismo cattolico in Lombardia assieme a Uccellini e al fratello Vittorio. Il suo ruolo nello sviluppo del metodo fu paragonabile a quello di responsabili nazionali come Osvaldo Monass, Salvatore Salvatori e Fausto Catani; lanciò fra l'altro la rivista R-S Servire, per i rover e i capi.Mons. Ghetti fu molto attivo nel campo della carità e del servizio. Nell'estate 1949 ideò e realizzò con i rover la Freccia Rossa della Bontà dall'Italia alla Norvegia per raccogliere fondi a favore dei mutilatini di don Gnocchi.Il 18 novembre 1951 progettò il primo intervento di rover a favore delle popolazioni colpite dall'alluvione del Polesine. Il 21 novembre 1956 partì, a capo di una delegazione della diocesi, per aiutare i profughi della rivolta ungherese. Il 10 ottobre 1963 partì per il Vajont, dove coordinò i soccorsi della diocesi.Il 4 ottobre 1959 fu nominato parroco della chiesa di S. Maria del Suffragio, dove rimase fino alla morte. Anche in conseguenza di ciò, nel gennaio 1960 lasciò la carica di Assistente Ecclesiastico Regionale dell'ASCI lombarda continuando a essere l'Assistente Ecclesiastico del Gruppo Scout Milano 1º.Nel 1974, preoccupato dai rischi educativi connessi alla unificazione dell'Associazione Scouts Cattolici Italiani (ASCI) e dell'Associazione Guide Italiane (AGI) nell'Associazione Guide e Scouts Cattolici Italiani (AGESCI), partecipò alla fondazione del Centro Studi ed Esperienze Scout Baden-Powell.
MONS. ANDREA GHETTI “BADEN” - testimonianze -
Vittorio Cagnoni 2014
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