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DANIELE (NERO) BROIA
(Parma 5/5/ 1944 Parma
20 / 11/-2013 )
Entra
nello scautismo del Riparto ASCI PARMA 5 “MAX Casaburi” ,
Pronuncia la Promessa Scout il 12 luglio 1959.
Percorro tutto il camino scout è Rover nel Clan delle
Vette. Fa parte dello staff direttivo del Riparto Parma 5 insieme a
Franco Cassinelli, Aleardo Ceol e don Sergio Nadotti, successivamente
passerà la Riparto ASCI Parma 1 “Carlo Ghisani” divenendo un
collaboratore di Pietro Ugolotti Serventi e Padre Contardo Montemaggi.
Infine dal 1966 al 1968 guiderà il Riparto ASCI Parma 2 “Croce
del Sud” presso la parrocchia del Sacro Cuore.
Dal suo Quaderno di Strada Sensazioni
di Felicità : “Ho la convinzione di aver sempre vissuto lasciando
che le emozioni mi guidassero; sbagliando,, ma riuscendo a essere felice
di sbagliare. Mi viene il detto va dove di porta il cuore. Sono
convinto che la cosa sia estremamente pericolosa,
semplicemente perché, ti complica la vita. Questo lo possa garantire
personalmente.
Ma torniamo alle emozioni. Un sentimento inenarrabile. Era sera. Intorno
al fuoco di bivacco si chiudeva una giornata di campo con gli Scout.
L’atmosfera era magica:; il fuoco con il suo fascino misterioso, le
stelle mostravano la loro grandezza senza farci sentire piccoli. Anzi,
ci sentivamo importanti per le “Scenette” che dovevamo inventare e
recitare, spesso improvvisando o cantando ,e, anche se il
risultato non era entusiasmante, ci si poteva rifare la sera successiva.
Ma cosa era il fuoco di bivacco ? Il silenzio che ti permette di capire
qualcosa di te; la gioia di essere tra amici con gli stessi ideali; o la
fine di una vita durata una giornata. I canti e il fuoco si abbassavano
di intensità e la metafora prendeva vita. Qualcosa stava finendo, e
lentamente. Ma con grande forza le emozioni ti colmavano il cuore di
sentimenti difficili da spiegare ma indimenticabili.
Indimenticabili, perché ti entravano dentro con una forza che era in
parte la forza natura, che, nella sua semplicità notturna, ci colmava
di gioia. La conoscenza delle costellazioni ci faceva sentire a nostro
agio. Eravamo tra cielo e terra ed era tutto nostro.
Una sensazione mai più provata. Mi spiace non essere in grado di
trasmettere le emozioni che mi facevano sentire parte di un mondo che
esisteva su misura per le mie emozioni . Mi sembrava di poter chiedere
al mondo tutto quello che volevo”.


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