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ANTONIO
“NINO” VIO
( Spalato 28 /6/1933
– Forlì 19/4/2004) Gufo Saggio
Co-fondatore
e Capo dello Scoutismo Cattolico Parmense nel secondo dopoguerra.
Nato
a Spalato il 28 giugno 1933 era entrato nello scoutismo a Pola nel 1945,
poco prima che la sua famiglia fosse costretta, come tante altre di
quella terra, a lasciare l’Istria e rifugiarsi a Parma, presso lo zio,
il Prof. Alessandro Laurinsich
(1906-1969), famoso primario ospedaliero di Pediatria.
Pronuncia la Promessa Scout
il 08/08/1948.
Percorso
il cammino scout nel Riparto ASCI Parma 5 “Max Casaburi” ne diveniva
Capo Riparto fino al 1956, dopo
aver conseguito il brevetto -
primo in Emilia Romagna dalla fine della guerra – un anno prima.
Frequentava la Facoltà di medicina della nostra Università quando nel
1956 si trasferiva con la famiglia a Bologna, dove continuava il
servizio come Capo Riparto nel Bologna 4
mantenendo contemporaneamente anche la guida del Parma 5 per
alcuni anni, formando così Capi dello Scoutismo Cattolico Parmense che
lo avrebbero sostituito. A Bologna Antonio Vio (che gli scouts
chiamavano Nino) frequentati
gli ultimi due anni di università aveva conseguito la Laurea in
Medicina nel 1958 e successivamente trte libere docenze (Patologia
Chirurgica, Clinica Chirurgica e Clinica Chirurgica Pediatrica). Dopo
aver esercitato la professione chirurgica all’Ospedale Sant’Orsola
di Bologna per vent’anni, si era trasferito nel 1978, vincitore di un
concorso, a Forlì , dove aveva fondato e diretto per 22 anni , fino al
2000, il reparto Chirurgia e dove era rimasto fino alla sua morte.
Nell’arco della sua carriera aveva conseguito qualcosa come 18.000
interventi ed era autore di 160 pubblicazioni e nove monografie. Tra i
fondatori della Società Italiana di Chirurgia Pediatrica, aveva fatto
parte o presieduto numerose società
chirurgiche e collegi professionali. Premuroso verso gli altri,
misurato, preciso, ma sempre generoso e pronto a servire il prossimo,
come aveva scelto anche – da chirurgo – nella vita. Ammalato da
tempo, si era spento proprio fra i medici e gli infermieri che lui
stesso aveva seguito e formato con tanta passione. Se n’era andato con
la riservatezza che ne aveva sempre contraddistinto vita e carriera
lasciando la moglie Adriana e i tre figli Anna, Alberto e Pietro, la
sorella e la madre Elisa e soprattutto
“il ricordo immenso di chi ha
saputo seminare bene ovunque è passato”. Nello Scoutismo
Parmense e Regionale Antonio rappresentò per tanti anni un punto
di riferimento metodologico importantissimo, per tanti Capi educatori,
specialmente negli anni Settanta, come formatore nei Campi Scuola,
quando con un stile inconfondibile, seppe mantenere viva la tradizione
dello spirito vero dello scautismo, sempre con grande attenzione alla
realtà giovanile. Nella primavera del 1974, fu il primo Responsabile
Regionale dell’AGESCI (Associazione Guide E Scouts Cattolici Italiani)
per due mandati consecutivi. Da uomo “dei momenti difficili” aveva
guidato i primi passi della nuova Associazione, Capo autorevole,
aprezzato anche in campo nazionale.. Al Consiglio Generale dell’AGESCI
aveva proposto e sostenuto di svolgere in
provincia di Parma il
primo incontro nazionale delle Comunità Capi e la scelta era caduta su
Bedonia. Grazie a lui cinquemila Capi ed Assistenti Ecclesiastici
provenienti da tutta Italia poterono conoscere e fruire
dell’ospitalità e dell’organizzazione
curata nei minimi particolari dallo stesso Antonio. Pur
resiedendo a Forlì periodicamente rientrava a Parma, la città che
considerava la sua città di adozione e dove ancora vivevano i suoi
scouts degli anni Cinquanta. Chi lo ha conosciuto lo ricorda soprattutto
per alcuni tratti specifici della sua personalità : vero stile scout,
esteriore ed interiore, nel fare bene le cose, senza lasciarle mai a metà,
amore per la vita
all’aperto, un modo di
affrontare la vita con un sorriso sulle labra, con una buone dose di
humor, come lo stesso fondatore Baden Powell aveva insegnato, attento e
rispettoso a tutti, preprato nelle varie occasioni a compiere il proprio
dovere fino in fondo, con una fede cristiana testimoniata nei gesti
concreti della vita quotidiana.
il
Comune di Parma gli ha dedicato un Parco Pubblico all’interno del
quartiere di San Prospero Parmense
Parma San Prospero
Parco "ANTONIO (NINO) VIO"
- 2019
Ospedale di Forlì "Morgagni
- Pierantoni" intitolazione reparto di Chirurgia
Toracica

Atto di registrazione nazionale dell’ASCI del
Riparto Parma 5 “Max Casaburi” costituito e guidato da Nino Vio dal
1945 al 1956 insieme a don Tarcisio Beltrame Quattrocchi
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